Part Time Punks #8
L'espressione “colpo di fulmine” si presenta come una poliedrica creatura la cui natura varia assecondando la soggettività dell'osservatore. Molti ritengono si tratti di una scossa elettrica che si propaga inaspettatamente sul segmento ideale che congiunge gli occhi ammiccanti di due sconosciuti. Altri affermano invece che esso non sia opera di Zeus, ma di Cupido, un infante alato armato di dardi.
Secondo la corrente più mainstream del pensiero occidentale, il colpo di fulmine è scaturigine d'amore incondizionato. Esso si accompagna infatti ad esclamazioni tracotanti, la più celebre delle quali è: “Un giorno sposerò quella donna (= perfetta sconosciuta)!” .
Si è dunque restii ad ammettere la palese demenza che circonda questo argomento, forse a causa delle sue plurime rappresentazioni che, nel corso dei secoli, hanno forgiato l'immaginario collettivo. Sarebbe poi insensato trascurare la questione del pudore, che senza dubbio ha contribuito alla costruzione romantica del concetto di colpo di fulmine. Questo ha permesso di tramutare le pulsioni sessuali in un argomento innocuamente civettuolo di cui è possibile parlare durante il pranzo di Natale o in compagnia di un gruppo di puritani armati.
Il fatto che l'esistenza dei feromoni sia di dominio pubblico non sembra scalfire le credenze di chi si attarda su fantasie melliflue. Essi ci ricordano che siamo pur sempre degli animali, non particolarmente dissimili dai procioni o dai ratti. Lo spartiacque tra la di essi e la specie umana assume oggi forme imbarazzanti.
Non si è infatti mai visto un quadrupede peloso acquistare ormoni su Internet con il vile scopo di insidiare un’ignara donzella.
di Margherita Ferrari