Diari di vita > Part Time Punks
Titolo
Allegato


Part Time Punks #4

La sociologia ci insegna che ogni gruppo necessita di un capro espiatorio su cui riversare ira e frustrazione. In determinati contesti quest'ultimo assume le accattivanti forme dell'individuo cosiddetto sfigato.
Lo sfigato - una creatura spesso incapace di adattarsi all'ideologia dominante - affronta in solitudine le vessazioni dei suoi carnefici. Costretto alla socialità dalla sua scherzosa natura, egli sperimenta la catarsi dedicandosi a passatempi che i coetanei percepiscono come deplorevoli.
La sua cameretta diventa l'emblema di un isolamento eteroimposto, in cui egli è libero di accumulare preziose cianfrusaglie, nonché il ricordo di fiumi di lacrime dall'aroma immotivato.
La preghiera che ogni sfigato rivolge al suo dio è sempre la stessa: “Forniscimi un interlocutore su cui io possa riversare il mio amore”.
Il sopraggiungere di una risposta, spesso attesa per anni, nega i presupposti dell'isolamento. Nel calore sprigionato dall'abbraccio della persona amata, a sua volta considerata sfigata nel suo gruppo di appartenenza, trovano posto carezze provenienti da mentori defunti, profumo di vecchi libri, ricordi di serate al cinema trascorse con l'unica compagnia della propria ombra.
L'unione di due persone sfigate rappresenta una prova della non esistenza della Giustizia Divina, in quanto essa, anziché generare ripensamento negli antichi carnefici, viene spesso liquidata come sfiga quadratica. La cameretta riacquista allora il suo ruolo primordiale, divenendo scudo contro le avversità e nido accogliente, entro le cui mura non esistono sfigati, ma solo persone speciali.

di Margherita Ferrari

 

Lascia un commento   Leggi i Commenti
8
Commenti

che dolce l'ultima frase.. cavolo.. sei grande marghe.. grazie per queste belle parole che mi terranno compagnia per un po'.. distogliendomi da malsane e dolorose riflessioni sulla mia condizione..
Scritto da gabriele il 15-04-2008 alle 15:22


"...La cameretta riacquista allora il suo ruolo primordiale, divenendo scudo contro le avversità e nido accogliente, entro le cui mura non esistono sfigati, ma solo persone speciali" Mi ritrovo molto in quest' ultima frase del tuo testo, anzi, mi ritrovo un po' in tutto il testo, ma in questa frase in particolare, anche se ora mi è un po' passata la bramosia di essere come i "non sfigati" che avevo alle medie.
Scritto da L'aliena il 15-04-2008 alle 19:52


grazie a entrambi... in certe situazioni essere chiamati sfigati fa bene al cuore...
Scritto da margherita il 15-04-2008 alle 21:58


Archiviare alla voce - Fenomenologia dello Spirito Smiths.
Scritto da Luca il 16-04-2008 alle 10:10


Bello, molto bello e ho come il sospetto che sia anche molto vero.
Scritto da Minerva84 il 16-04-2008 alle 22:37


Bello - fa venire da piangere ma bello - grazie per la compilation lasciata nel blog :)
Scritto da Julia il 16-04-2008 alle 22:43


Proprio ieri ho passato una squallida serata ad annoiarmi a morte ad una festa di un'amica... Anch'io formulo "preghiere" simili a quella che hai scritto; penso che faccia bene leggere post come questo, perché servono a fare auto-ironia oltre a sentirsi compresi da qualcuno... Bel post e bella compilation!
Scritto da Mugna il 20-04-2008 alle 16:58


molto carino! L'incapacità di adattarsi secondo me è spesso unita ad una capacità di ottenere la propria libertà, anche solo nei margini della cameretta, che gli individui che aderiscono all'ideologia dominante vorrebbero tanto avere :P Che derivi da questo la frustrazione del gruppo che poi diventa isolamento sociale?
Scritto da Giacomo il 22-04-2008 alle 15:22



Valid XHTML 1.0 Strict