Left 4 Dead 2
Valanghe di zombi da trucidare nell’irresistibile nuovo sparatutto
Quando uscì il primo capitolo, un paio di anni fa, tutti pensarono che fosse solo un azzardo di Valve. Era infatti da un pezzo che la software house più rivoluzionaria del settore (a lei si deve con il seminale “Half-Life” la definitiva introduzione della dinamica narrativa-cinematografica nei videogiochi First Person Shooter) non usciva con qualcosa di nuovo. E se la loro cifra è l’architettura basale del gioco - furono sempre loro con “Counter Strike” a dividere il multiplaying in ruoli specifici - in quel 2008 pensarono bene di scioccare il loro affezionato pubblico con un prodotto che a tutti gli effetti si presenta come la massima involuzione videoludica possibile. Invece che game-design, colpi di scena, trame intricate, ecco servito un gioco demente come, per l’appunto, uno zombie. Uno sparatutto (e per tutto intendiamo “tutto”) che possiamo qui riassumere fedelmente in una frase: mitraglia le valanghe (non orde, ma “valanghe”, anche un migliaio a scena) di morti viventi che ti si parano innanzi. Avete presente “House of the Dead”? Robetta da educande. Qui si sterminano quantità inedite di figure, si arriva a ecatombi visive che neanche nelle fantasie degli assassini di massa. Il risultato, specialmente in versione cooperativa online, era una bomba vera.
La semplicità minimale del plot, invero provocatoria, rende ogni schermo un’esperienza irresistibile: in pratica devi solo fuggire. Passa un annetto, e dopo una lunga campagna di virali (con siparietti live-action che sembrano presi dalla “Zombie Survival Guide” di Max Brooks) ecco che ti arriva il seguito. Che è proprio migliorato: aumenta il numero degli zombie da spazzare via, si arriva allo strombazzato numero di 10 milioni (!). E si rimedia ad una grande mancanza del primo capitolo: finalmente si può usare la motosega, attrezzo indissolubilmente legato all’immaginario zombie, ma è assai sorprendente difendersi anche a colpi di altre nuove armi a disposizione come la padella (manco fosse una bega domestica!). Un altro colpo da maestri dei geniacci della Valve, che vincono anche quando paiono prendere per i fondelli l’animalità bruta del loro pubblico. In pratica ci dicono: “Siete decerebrati e assetati di sangue come zombie”. E noi rispondiamo in coro: siiiiii!!!
D. YUM