Natale seriale e speciale
Un altro Natale. Ancora? Ebbene sì. Un’altra volta, un altro anno. Non si scappa. Il grande, un po’ esausto rito dell’anno che muore - e dell’altro che nasce - attende di pressarci con le sue ansie e le sue gioie. C’è un modo di dire che conta l’età in base alle primavere. «Ho 25 primavere» per dire che si ha un quarto di secolo. Non sarebbe inesatto invece contare i propri anni in base ai Natali a cui si è sopravvissuti. Compere compulsive, l’ossessione dei regali, cene e pranzi da preparare (fisicamente) o ai quali prepararsi (psichicamente), i parenti (psicofisicamente), il traffico, i festoni, le luminarie, l’iter per cui il mondo si carnevalizza (paradossale, ma a pensarci bene è proprio così) tra festoni-luminarie-gente vestita di rosso, e poi il traffico irrazionale e l’aria freddissima. E, soprattutto, i palinsesti televisivi che trasmettono sempre le stesse cose, a ciclo continuo, da decenni. Mary Poppins, Una poltrona per due, La ... »LEGGI